Terra d’Italia

Terra d’Italia, Vallauris, Espace EDEN.

28 Giugno – 4 Novembre 2019

All’interno della Biennale di Vallauris, per la venticinquesima edizione, il paese ospite è l’Italia. Nata nel 1968
questo concorso ha ricevuto fin dai suoi inizi il patrocinio di Pablo Picasso che dal 1948 lavorava a Madoura,
nei pressi di Vallauris, per realizzare ceramiche. Egli diede un fondamentale impulso alla rinascita della
scultura e della produzione ceramiche nel sud della Francia e fu il promulgatore di importanti iniziative tra
cui, per l’appunto, la Biennale.
L’omaggio che Vallauris dedica all’arte ceramica italiana è un omaggio anche al Premio Faenza, che proprio
lo scorso anno ha celebrato i suoi 80 anni, 60 edizioni. L’evoluzione della scultura ceramica italiana (e non
solo) è profondamente collegata a questo evento che negli anni ha visto la partecipazione di importanti artisti
che si sono distinti per differenti linguaggi artistici.
Due sono le tematiche che in questa mostra vengono affrontate: l’evoluzione della figurazione e la gestualità
nella materia.
La figurazione è sempre stato un leitmotiv dell’arte italiana e, nella scultura essa è stata maggiormente
trattata da artisti quali Arturo Martini già dagli anni ’30. In questo periodo infatti la ceramica trova ampio
riscontro artistico proprio grazie ad autori quali Martini, rappresentati nelle principali Biennali veneziane. A
lui si devono le più poetiche interpretazioni della materia fittile, coraggiosamente affrontate nelle grandi
dimensioni. Da Martini nasce un filone interessante che negli anni ha visto molti interpreti esprimersi in
questa tematica, per arrivare alle nuove generazioni iperrealiste. Gli artisti da annoverare in questa sezione
sono: Arturo Martini, Salvatore Meli, Fausto Melotti, Aligi Sassu, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Guerrino
Tramonti, Della Porta, Enrico Baj, Ugo Nespolo, Giuseppe Ducrot, Andrea Salvatori, Alessandro Gallo, Paolo
Polloniato, Mattia Vernocchi.
La materia è stata trattata nella sua declinazione informale soprattutto a partire dalla metà degli anni ’50.
Artefice massimo di questa espressione è Lucio Fontana, qui rappresentato con una “icona” classica, la
“Crocifissione”, un tema affrontato da millenni dagli artisti e che si colloca a metà tra la figurazione e
l’informale. Dalle elaborazioni teoriche di Fontana provengono tutte le manifestazioni che si sono succedute
soprattutto negli anni ’60. Il gesto supporta la materia e diviene forma espressiva per eccellenza,
raggiungendo manifestazioni anche attuali. Gli artisti presenti in questa sezione sono: Lucio Fontana, Carlo
Zauli, Nanni Valentini, Giuseppe Spagnulo, Alfonso Leoni, Giacinto Cerone, Alessandro Roma, Nero
(Alessandro Neretti), Silvia Celeste Calcagno, Salvatore Arancio, Sissi.
Uno spazio della mostra sarà dedicato alla ceramica interattiva di Nicola Boccini.
Terra d’Italia verrà affiancata da un omaggio al design ceramico che dagli anni ’50 ha avuto in Italia la sua
massima espressione, connotato con il termine “Made in Italy”. Grazie al prezioso lavoro svolto
dall’architetto Gio Ponti con le biennali monzesi (poi triennali milanesi), con la rivista “Domus” e prima ancora
con il rilancio dell’industria Richard Ginori, la ceramica ha avuto un significato centrale nella rinascita delle
manifatture ceramiche industriali, nell’oggettistica e nei rivestimenti, affermandosi in tutto il mondo per il
suo eccellente design. Verranno proposti oggetti di design creati da Ettore Sottsass, Matteo Thun, Ambrogio
Pozzi, Denis Santachiara, Antonia Campi, Bianco Ghini, Ugo La Pietra, Luisa Bocchietto, Diego Dutto, Franco
Raggi, Pietro Gaeta, Marco Ferreri, Mimmo Paladino.

A cura di Claudia Casali